Ayam dan nasi..

Elizabeth Gilbert, nel suo ‘Eat, pray, love’, descrive gli italiani come popolo che sa godersi i piaceri della vita ed il “dolce far niente”, e dove uno dei principali piaceri della vita è il cibo..

Soprendentemente, però, gli indonesiani non son da meno. Anch’essi ricavano piacere dal cibo, solo in maniera diversa, scordatevi le pastasciutte, formaggi e salumi. Per cominciare, avete presente le costicine, di cui ci si ingozza con le mani? Ecco, declinate per tutte le portate.

All’inizio ero grandemente stupito dall’avversione dei locali per le posate. Poi, interrogatoli, mi è stato spiegato che mangiano con le mani per ‘sentire’ meglio il cibo. Si inzaccherano proprio, è addirittura divertente vederli. A proposito delle posate, qua il trittico “coltello-forchetta-cucchiaio” è ridotto a solo due esemplari. Costa un sacco di fatica trovare un coltello, e quando c’è da tagliare qualcosa ci si affanna con forchetta e cucchiaio..

Altri oggetti cui gli indonesiani sono avversi, tavoli e sedie. Anche se sta piano piano scomparendo, permane l’abitudine di mangiare seduti per terra a gambe incrociate, e pare che a nessuno dolgano le ginocchia. Non è male come pensavo, comunque, e deve anche in questo caso esserci qualche metafora collegata.

L’altra differenza enorme con l’europa è che qua si mangia sempre, e le strade brulicano di posti di ristoro. In un mese di soggiorno, non ho mai cucinato una volta, perché è addirittura più economico mangiare fuori. Per un paio di euri si può gustare un pollo arrosto col riso e bere un té freddo, bevanda nazionale, o apprezzare cibi più complicati come riso fritto o spiedini di capra. Non metto la mano sul fuoco per quanto riguarda l’igiene – altri amici occidentali hanno occasionalmente trovato a volte indigesto il cibo – ma senz’altro è buono.

I locali amano passare le proprie giornate nei centri commerciali, forse attirati dal fresco dell’aria condizionata. Ciascuno di questi shopping mall è dotato di un food court, dove tanti ristorantini condividono le tavolate. E’ forse la migliore alternativa al cibo di strada, visto che i ristoranti veri e propri tendono ad avere prezzi europei.

Dopo aver descritto il come e dove, non ci resta altro che descrivere il cosa riempie le pancie di questi asiatici. Meglio farlo con delle immagini: https://picasaweb.google.com/emanuele.aiesecso/WhatDoIndonesiansEat?authkey=Gv1sRgCNONgdi-hdLT1wE

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